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Infiammazione subclinica e vulnerabilità della bovina nel periparto

Lo scorso 12 dicembre, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, si è svolto il convegno conclusivo del progetto bilaterale Cina–Italia CRUMLIS, dedicato al periparto e allo studio dei meccanismi di comunicazione tra microbioma ruminale, fegato e sistema immunitario nella regolazione del metabolismo energetico, dall’asciutta all’inizio della lattazione.

In questa mini-serie di articoli, che pubblicheremo in rapida successione su AllevaWeb, ripercorriamo i contenuti delle quattro relazioni scientifiche presentate al convegno, affrontando il tema dell’asciutta e del periparto da prospettive diverse, tra loro complementari e innovative.

Il primo contributo prende avvio dall’intervento del prof. Andrea Minuti (Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza), che ha proposto una rilettura critica del periodo di transizione, andando oltre l’impostazione centrata esclusivamente sul bilancio energetico.

Nel suo intervento, Minuti ha mostrato come l’approccio tradizionale, focalizzato quasi unicamente sul bilancio energetico negativo e sulla chetosi, rappresenti oggi una chiave interpretativa incompleta.

Storicamente, la ricerca ha posto l’attenzione sul disallineamento tra fabbisogni metabolici e capacità di ingestione, individuando nei NEFA e nei corpi chetonici i principali responsabili delle problematiche del post-parto.

Recentemente, tuttavia, nuove evidenze hanno progressivamente ampliato questo schema interpretativo, attribuendo al fegato e ai processi di regolazione metabolica un ruolo più articolato nel coordinamento delle risposte dell’organismo durante il periparto.

Minuti ha richiamato in particolare i contributi più recenti che hanno messo in discussione il cosiddetto “dogma energetico”, introducendo il concetto di evento infiammatorio subclinico come fattore determinante della vulnerabilità sanitaria della bovina.

L’infiammazione, infatti, non può essere letta solo come una conseguenza del bilancio energetico negativo, ma può costituirne una vera e propria premessa biologica, con effetti diretti su immunocompetenza, ingestione, produzione e fertilità.

Numerosi studi mostrano come, in molte bovine che svilupperanno chetosi nel post-parto, siano già presenti durante l’asciutta alterazioni dei marker immunitari e ossidativi, un aumento delle citochine pro-infiammatorie e modificazioni delle proteine di fase acuta.

Queste evidenze portano a una visione più ampia del periodo di transizione, inteso come fase di profondo rimodellamento fisiologico, gestionale e ambientale.

Cambi di gruppo, variazioni della dieta, adattamenti di rumine, intestino, mammella e apparato riproduttore generano una serie di stimoli che, nel loro insieme, possono innescare risposte infiammatorie sistemiche.

Il punto critico, ha sottolineato Minuti, non è l’infiammazione in sé — che rappresenta un meccanismo fisiologico di difesa — ma la sua cronicizzazione o la mancata risoluzione, con conseguenze negative su metabolismo e performance produttive.

Ampio spazio è stato dedicato alla risposta di fase acuta epatica, che comporta una riallocazione delle capacità sintetiche del fegato. In questa fase aumenta la produzione delle proteine positive di fase acuta, come aptoglobina e ceruloplasmina, coinvolte nei meccanismi di difesa e di contenimento dell’insulto infiammatorio.

Parallelamente si osserva una riduzione delle proteine negative di fase acuta, tra cui albumina, paraoxonasi e lipoproteine e, indirettamente, del colesterolo, la cui diminuzione riflette una minore capacità epatica di sintetizzare carrier lipidici.

Nella pratica di campo, la valutazione di queste proteine negative risulta spesso più informativa, grazie alla loro maggiore stabilità nel tempo e alla migliore correlazione con lo stato funzionale dell’animale e con le performance produttive.

Minuti ha infine evidenziato come molti segnali infiammatori abbiano origine già durante l’asciutta, suggerendo di estendere il concetto di periodo di transizione a fasi più precoci e di concentrare il monitoraggio sulle condizioni subcliniche, nelle quali si gioca una parte rilevante della salute del post-parto.

In questa prospettiva, l’obiettivo futuro della ricerca e della gestione aziendale sarà imparare a modulare la risposta immuno-infiammatoria, integrando nutrizione, benessere, organizzazione dei gruppi e riduzione degli stress legati ai cambiamenti, per migliorare redditività, longevità e sostenibilità degli allevamenti da latte.

La nuova lattazione inizia prima della lattazione. 1-Infiammazione subclinica e vulnerabilità della bovina nel periparto