
Il Parmigiano Reggiano chiude il 2025 con segnali positivi su produzione, export e valore complessivo, in un quadro economico internazionale ancora complesso.
I dati presentati oggi dal Consorzio nel corso dell’annuale conferenza stampa a Palazzo Giureconsulti a Milano confermano un giro d’affari al consumo di 3,96 miliardi di euro, con una crescita della produzione del 2,7% e un export ormai superiore alla metà del sell-in complessivo.
La Dop rafforza così il proprio profilo internazionale: la quota export raggiunge il 50,5%, pari a 74.980 tonnellate, con un aumento del 2,7% rispetto al 2024. La crescita è stata particolarmente evidente nei mercati extra-Ue (+4,2%). Tra i principali sbocchi esteri si segnalano Regno Unito (+7,8%), Canada (+8,3%) e Svezia (+8,8%), mentre gli Stati Uniti, primo mercato estero, restano in crescita (+2,3%) ma in un contesto più incerto. Francia e Germania risultano sostanzialmente stabili.
Più difficile la situazione sul mercato italiano. Pur mantenendo stabile la base degli acquirenti e il valore complessivo, il Parmigiano Reggiano registra una contrazione dei volumi di circa il 10%. Il Consorzio attribuisce il calo all’aumento dei prezzi al consumo, che ha ridotto frequenza d’acquisto e quantità per singolo atto.
Sul fronte produttivo, nel 2025 sono state realizzate 4,19 milioni di forme (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per volumi, seguita da Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna. Le quotazioni all’origine continuano a rafforzarsi: il 12 mesi sale a 13,22 euro/kg (+20,6%), mentre il 24 mesi raggiunge 15,59 euro/kg (+24,8%).
Per quanto riguarda i canali distributivi, la GDO resta dominante (65,5%), seguita dall’industria (17,3%), sostenuta dalla diffusione dei prodotti che utilizzano Parmigiano Reggiano come ingrediente. L’Horeca pesa ancora il 6,7%, ma viene indicato come area con margini di sviluppo.
Resta delicato il quadro statunitense. I nuovi dazi, che si sommano alla tariffa storica del 15%, portano il livello complessivo al 25%, con il rischio di ulteriori incrementi. A questo si aggiunge un’incertezza normativa che sta rallentando gli ordini, insieme alle tensioni geopolitiche, tra i principali elementi di rischio per il 2026.
Per sostenere il posizionamento della Dop, il Consorzio ha investito 34,3 milioni di euro in marketing e comunicazione, con l’obiettivo di rafforzare il Parmigiano Reggiano come prodotto premium e marchio iconico del Made in Italy, valorizzandone origine, processo produttivo e caratteristiche distintive.
Nel corso della conferenza stampa è stato presentato anche il nuovo Progetto Turismo, con l’obiettivo di portare i visitatori dedicati da circa 85.000 a 300.000 entro il 2029, in un territorio che già oggi registra circa 4 milioni di presenze annue.
«Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto».

