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Produzione Parmigiano Reggiano: agosto cresce del 3,73%, primi otto mesi a +5,34%

Prosegue anche ad agosto la crescita della produzione di Parmigiano Reggiano, anche se con un incremento più contenuto rispetto ai mesi precedenti. Nel mese sono state prodotte complessivamente 349.147 forme equivalenti a 12 mesi, contro le 336.584 dell’agosto 2025, con un aumento del 3,73%. I caseifici produttivi sono stati 278.

Il dato mensile porta la produzione complessiva dei primi otto mesi del 2026 a 2.969.951 forme, rispetto alle 2.819.411 dello stesso periodo dello scorso anno: l’incremento cumulato si attesta così al 5,34%, pari a 150.540 forme in più.

A livello provinciale, in agosto l’aumento maggiore si registra a Bologna, con 10.060 forme e una crescita del 5,44% rispetto alle 9.541 dell’agosto 2025. Seguono Reggio Emilia, con 103.482 forme e un +4,93%, e Parma, con 117.565 forme e un +4,92%. Modena raggiunge 76.106 forme, in aumento del 3,32%. In controtendenza Mantova, unica provincia in calo nel mese, con 41.934 forme contro 42.703 e una flessione dell’1,80%.

Sul dato cumulato gennaio-agosto è invece Reggio Emilia a mostrare l’incremento più elevato: 893.867 forme, pari al +7,36% rispetto allo stesso periodo del 2025. Seguono Bologna con 82.368 forme (+6,34%), Parma con 993.070 (+5,78%), Modena con 637.959 (+3,17%) e Mantova con 362.687 (+2,98%). Parma rimane la provincia con il maggior volume produttivo.

Il confronto con il mese precedente mostra un rallentamento della produzione giornaliera. La media di agosto è stata di 11.262 forme al giorno, contro le 11.629 di luglio, con una riduzione del 3,16%. Rispetto all’agosto 2025, quando la media era di 10.857 forme al giorno, resta invece un incremento del 3,73%. A luglio l’aumento della produzione rispetto allo stesso mese del 2025 era stato del 5,76%, mentre il cumulato dei primi sette mesi si attestava al +5,56%. Con agosto, l’incremento progressivo dei primi otto mesi passa quindi al 5,34%.

La suddivisione per zona altimetrica mostra nei primi otto mesi una crescita in tutte e tre le aree. La montagna passa da 622.628 a 659.968 forme, con un incremento del 6,00%; la pianura alta raggiunge 1.048.875 forme (+5,67%) e la pianura bassa 1.261.108 (+4,72%).

All’interno delle singole province le differenze sono più marcate. Spiccano la pianura alta di Bologna (+12,92%), la pianura bassa bolognese (+12,69%) e quella reggiana (+10,22%). In crescita dell’8,50% anche la montagna modenese. Restano invece in territorio negativo la montagna bolognese (-11,96%) e la pianura alta modenese (-0,64%).

Anche la ripartizione per tipologia di gestione mostra differenze significative. Nei primi otto mesi i caseifici aziendali registrano l’incremento maggiore, passando da 245.520 a 268.402 forme, pari al +9,32%. Seguono gli artigianali, con 688.099 forme e un +7,80%, mentre i sociali, che rappresentano il maggiore volume produttivo con 2.013.450 forme, crescono del 4,02%.

Tra i dati provinciali emergono in particolare i caseifici aziendali di Reggio Emilia, in crescita del 15,56%, e quelli di Parma, a +11,33%. A Reggio crescono dell’11,53% anche gli artigianali. Mantova presenta invece valori negativi per gli artigianali (-1,98%) e gli aziendali (-1,38%), mentre i sociali aumentano del 3,94%