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Parmigiano Reggiano e AIA, un protocollo di collaborazione sui dati degli allevamenti

È stato presentato ieri nell’ambito della FAZI di Montichiari un protocollo di collaborazione tra il Consorzio del Parmigiano Reggiano, l’Associazione Italiana Allevatori (AIA) e le associazioni regionali degli allevatori dell’Emilia-Romagna (ARAER) e della Lombardia (ARAL).

La convenzione disciplina la raccolta e la verifica dei dati produttivi necessari all’applicazione del Bonus Riduzione Latte 2026 e prevede la possibilità di sviluppare ulteriori servizi informativi per gli allevatori della filiera.

L’accordo avrà efficacia dalla sottoscrizione fino al 31 dicembre 2029. Le attività riguarderanno inizialmente il supporto tecnico all’applicazione del Bonus, mentre eventuali servizi aggiuntivi saranno definiti attraverso specifici accordi operativi.

La verifica dei dati produttivi

Il Bonus Riduzione Latte 2026 è stato adottato dal Consorzio per sostenere le aziende che scelgono di ridurre la produzione totale di latte, secondo le condizioni stabilite dal relativo bando. Per la gestione della misura è necessario disporre di informazioni produttive che consentano di verificare i quantitativi dichiarati dagli allevatori.

La convenzione affida al sistema AIA-ARA una serie di attività tecniche legate alla raccolta e al confronto di questi dati. Il Consorzio trasmetterà ad AIA e alle associazioni regionali l’elenco degli allevamenti che hanno richiesto il Bonus. Attraverso l’incrocio con i propri sistemi informativi saranno individuate le aziende già presenti nei programmi di raccolta dati, per le quali potranno essere utilizzate le informazioni disponibili e autorizzate, e quelle che dovranno attivare un servizio specifico di rilevazione.

I dati raccolti potranno essere confrontati con i libretti latte e con la documentazione acquisita dal Consorzio. Le eventuali incongruenze saranno segnalate per consentire gli approfondimenti necessari.

AIA e associazioni regionali svolgeranno esclusivamente attività di carattere tecnico. Le decisioni sull’ammissione al Bonus, sulla sua quantificazione e sull’erogazione rimarranno di competenza del Consorzio.

Il Controllo Produzione Primaria per le aziende fuori sistema

Per gli allevamenti che richiedono il Bonus e non sono già inseriti nei sistemi di raccolta dati AIA-ARA, la convenzione prevede, secondo le condizioni applicabili, l’attivazione del Controllo Produzione Primaria (CPP). Il servizio comprende la rilevazione dei dati produttivi e il prelievo di campioni di latte direttamente in azienda.

L’allevatore dovrà presentare una richiesta scritta, sottoscrivere un contratto con l’associazione regionale competente e rilasciare le necessarie autorizzazioni. Il servizio decorrerà dal primo controllo utile successivo al completamento degli adempimenti. Per il 2026 è prevista una periodicità indicativa di cinque settimane, con controlli effettuati alternativamente sulla mungitura del mattino o su quella della sera.

Il tariffario stabilisce una quota di 60 euro per ogni ingresso in azienda e un corrispettivo annuo di 20 euro per vacca controllata, entrambi oltre all’eventuale IVA. Sulla quota per capo sono previste riduzioni in funzione della consistenza aziendale, alle quali si aggiunge uno sconto specifico di un euro per capo per il Bonus 2026. È previsto il pagamento anticipato, con conguaglio a fine anno sui capi effettivamente controllati per la quota annuale.

L’attivazione del CPP riguarda quindi gli allevamenti per i quali il servizio è richiesto nell’ambito del Bonus. La convenzione non introduce un obbligo generalizzato di adesione per tutte le aziende della filiera del Parmigiano Reggiano.

I possibili sviluppi della collaborazione

Il protocollo comprende anche un programma di collaborazione per l’elaborazione e l’utilizzo dei dati zootecnici. Le attività indicate riguardano il monitoraggio degli andamenti produttivi, la predisposizione di report individuali e aggregati, l’elaborazione di indicatori tecnici e il confronto tra gruppi di allevamenti con caratteristiche produttive o territoriali simili.

Tra gli ambiti di analisi figurano l’efficienza produttiva, la sostenibilità, il benessere animale e la qualità del latte. Sono inoltre contemplati strumenti digitali per la consultazione dei dati, attività formative e servizi di supporto alle decisioni aziendali.

Il protocollo individua questi possibili sviluppi senza stabilirne ancora le modalità di attuazione. Ogni nuovo servizio dovrà essere disciplinato da un accordo specifico, con la definizione delle attività, delle responsabilità, dei dati utilizzabili e degli eventuali corrispettivi economici.

Utilizzo e tutela dei dati

La possibilità di utilizzare le informazioni raccolte negli allevamenti è accompagnata da precise condizioni sulla loro trasmissione e sul successivo trattamento. I dati individuali potranno essere comunicati al Consorzio soltanto in presenza delle necessarie autorizzazioni o di un altro valido presupposto giuridico. Prima di procedere, le organizzazioni coinvolte dovranno inoltre definire, attraverso un apposito accordo sulla privacy, le rispettive responsabilità e le modalità di gestione delle informazioni.

L’utilizzo dei dati sarà limitato alle finalità stabilite dagli accordi. Per le analisi statistiche e le attività tecniche potranno essere impiegate anche informazioni aggregate o anonimizzate, purché non sia possibile risalire ai singoli allevamenti. La convenzione precisa inoltre che la titolarità dei dati grezzi, delle banche dati, degli algoritmi e dei sistemi informativi resterà in capo ad AIA e alle associazioni regionali competenti, senza alcuna cessione esclusiva al Consorzio.

A seguire l’applicazione dell’accordo sarà un Tavolo Tecnico composto da rappresentanti delle quattro organizzazioni. Spetterà a questo organismo definire le procedure di raccolta e trasmissione dei dati, affrontare le eventuali anomalie e valutare le proposte relative ai nuovi servizi.

La collaborazione proseguirà fino al 31 dicembre 2029, senza rinnovo automatico. Le verifiche e le altre procedure legate al Bonus Riduzione Latte 2026 potranno comunque essere completate anche dopo la fine dell’anno, secondo quanto previsto dalla convenzione.

👉🏻 Nuovi servizi per gli allevatori del Parmigiano Reggiano: le possibilità previste dall’accordo

Oltre alle attività legate al Bonus Riduzione Latte 2026, la convenzione prevede la possibilità di sviluppare ulteriori servizi basati sui dati zootecnici degli allevamenti. Tra quelli indicati figurano:

  • Report aziendali per seguire l’andamento delle produzioni nel tempo.
  • Analisi comparative tra allevamenti con caratteristiche produttive o territoriali simili.
  • Indicatori tecnici relativi a produttività, efficienza aziendale, sostenibilità, benessere animale e qualità del latte.
  • Strumenti digitali per consultare i dati e utilizzarli a supporto delle decisioni gestionali.
  • Attività formative per favorire l’interpretazione e l’utilizzo delle informazioni raccolte.