Il dato di aprile conferma una fase di espansione produttiva visibile da diversi mesi.
I dati riferiti al mese di aprile mostrano una crescita del 4,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con 382.848 forme prodotte contro le 366.025 di aprile 2025.
Il dato consolida l’andamento già emerso nel primo trimestre e porta il bilancio del periodo gennaio-aprile a 1.508.123 forme, pari a un incremento del 5,43% rispetto alle 1.430.499 forme dello stesso periodo del 2025.
La crescita appare distribuita in modo abbastanza omogeneo all’interno dell’area Dop, anche se con intensità differenti tra province, zone altimetriche e tipologie di gestione.
Nel mese di aprile tutte le province mostrano valori produttivi superiori rispetto al 2025. L’incremento più elevato riguarda Reggio Emilia, che raggiunge 116.261 forme contro le 107.939 dell’anno precedente, con una crescita del 7,71%.
Anche nel cumulato gennaio-aprile il territorio reggiano mantiene il ritmo di crescita più sostenuto: 456.924 forme contro 424.494 del 2025, pari a +7,64%.
Parma continua invece a rappresentare il principale polo produttivo della Dop. Nei primi quattro mesi del 2026 il territorio parmense supera le 502 mila forme, con un incremento del 5,26% rispetto allo scorso anno.
Più contenuta la crescita di Modena (+3,73%) e Mantova (+3,85%), mentre Bologna registra un incremento del 4,16%.
Il dato produttivo di aprile mantiene una certa continuità anche rispetto al mese precedente. La produzione giornaliera media si attesta infatti a 12.761 forme, contro le 12.801 di marzo 2026, con una variazione minima pari a -0,31%. Rispetto ad aprile 2025 l’incremento resta invece del 4,6%.
L’andamento per zona altimetrica conferma una crescita diffusa lungo tutta l’area di produzione. La montagna registra un incremento del 5,66%, passando da 314.930 a 332.767 forme nei primi quattro mesi dell’anno. La pianura alta cresce del 5,36%, mentre la pianura bassa segna lo stesso incremento percentuale.
All’interno di questo quadro emergono però differenze territoriali significative. La montagna modenese aumenta del 9,93%, mentre quella reggiana cresce del 6,4%. Parma si mantiene su valori più moderati (+3,13%). Bologna rappresenta invece l’unica area montana in calo, con una riduzione del 20,15%, anche se riferita a numeri produttivi molto più limitati e a soli quattro caseifici.
In pianura alta spicca il dato di Parma (+8,79%), mentre Modena mostra una lieve flessione (-0,84%). In pianura bassa l’incremento più marcato riguarda Reggio Emilia (+11,5%).
Anche la suddivisione per tipologia di gestione conferma un aumento produttivo diffuso. I caseifici artigianali passano da 326.398 a 350.918 forme nei primi quattro mesi dell’anno, con una crescita del 7,51%. Ancora più marcato l’incremento delle strutture aziendali, che raggiungono 134.263 forme prodotte, pari a +8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Più contenuta, ma comunque positiva, la crescita dei caseifici sociali (+4,32%), che restano la componente numericamente dominante della Dop, con oltre un milione di forme prodotte nel periodo gennaio-aprile all’interno di questa tipologia di gestione.
Tra i territori più dinamici spiccano le gestioni aziendali di Reggio Emilia (+16,07%) e quelle di Parma (+8,83%), mentre nelle produzioni artigianali emergono soprattutto Reggio Emilia (+10,3%) e Modena (+7,11%).

