di Michele Campiotti – Dottore Agronomo – Specialista allevamenti bovini da latte
Dopo la stretta del 2022 la situazione per i produttori di latte nell’area del Parmigiano Reggiano si è ripresa con convinzione.
Nel grafico 1 elaborato dal CLAL vediamo l’andamento del prezzo del latte destinato alla produzione del Parmigiano Reggiano nell’Emilia Romagna rispetto alla Lombardia. È un bel riassunto dell’andamento generale.
Vediamo che ci sono momenti in cui quasi i due prezzi si toccano e poi tornano ben distanti.

Dai bilanci del 2024 chiusi del campione del “Progetto Allevamento Futuro” nell’area del Parmigiano Reggiano i costi di produzione sono ancora alti (con una lieve flessione), ma il mercato del prodotto finale ha dato segnali di forte ripresa.
Questo genera un momento molto positivo per le aziende che devono approfittarne per migliorare la loro gestione rendendosi via via sempre più qualitative e competitive.
Per prendere coscienza concretamente di questi dati guardiamo la tabella 1.

Innanzitutto, precisiamo come ogni anno il significato di “Costi di produzione”.
Quando si parla di costi di produzione del latte si intende la somma di tutti i costi sostenuti per produrre 100 litri di latte. Quindi non solo i costi cosiddetti “espliciti” ma anche tutti quelli “impliciti”, cioè gli ammortamenti, tutti i costi fissi e anche la remunerazione di tutti i beni che l’imprenditore spesso apporta alla sua attività, comprensivo di manodopera familiare, interessi sul capitale agrario, capitale di anticipazione e beneficio fondiario.
Per calcolare questi costi correttamente l’azienda deve per forza avere un bilancio “vero e proprio”, unico strumento che gli consente di valutare correttamente i suoi costi di produzione.
I dati della Tabella 1 sono tratti dal Progetto Allevamento Futuro. Il Progetto Allevamento Futuro, da me ideato nel 2015, è una proposta di lavoro rivolta agli allevatori di vacche da latte che introduce l’azienda ad utilizzare il bilancio per la propria gestione aziendale. All’azienda viene fornito un programma per la gestione economica dell’allevamento, agile e di facile utilizzo e in continua evoluzione in cui iniziare ad inserire le informazioni della propria azienda.
Gli allevatori vengono assistiti da consulenza tecnica specializzata nella fase di compilazione per verificare il fatto che l’inserimento dei dati è effettuato nel modo corretto.
L’impostazione del bilancio (centri di costo, ammortamenti, inventario scorte, mutui, ecc.) è la stessa per tutti i partecipanti. Questo permette, alla fine della compilazione, di raccogliere i dati di ciascuno ed elaborarli, confrontandoli in forma assolutamente anonima (è prevista la firma di un accordo sul trattamento dei dati), dopo averli standardizzati.
A ciascun partecipante vengono restituiti i percentili di riferimento di tutto il gruppo paragonati a quelli aziendali su tutti gli aspetti: economico, patrimoniale e finanziario.
Il Progetto Allevamento Futuro è in continua crescita. Lo scopo principale in fondo è accompagnare l’allevatore a diventare sempre più imprenditore imparando ad applicare nella propria azienda il controllo di gestione.

Nella Figura 1 potete vedere la pagina principale del foglio elettronico multiplo nuovo del GEA 10.01 PR 2026. Il programma è sviluppato esclusivamente a scopo di studio e viene rilasciato solamente ai partecipanti al Progetto Allevamento Futuro che non hanno il diritto di diffonderlo a terzi.
Utilizzandolo l’utente si impegna a rispettarne le regole, a gestire correttamente le informazioni che a fine di ogni anno verranno standardizzate e utilizzate in forma anonima per gli studi di settore (per maggiori informazioni: progettoallevamentofuturo@gmail.com).
Infine preciso che il costo di produzione del latte non è rappresentativo del risultato finale dell’azienda, l’azienda infatti ha anche delle altre entrate connesse alla produzione del latte, classicamente sono: la vendita degli animali a fine carriera e dei vitelli maschi, eventuali vendite agricole e la PAC.
A seconda delle aziende queste “altre entrate” possono variare da 3 a 8 euro per 100 litri di latte e questi vanno a completare la chiusura del bilancio aziendale.
I dati riassunti nella tabella 1 mettono in luce la forte differenza media esistente tra i costi di produzione del latte alimentare e DOP rispetto a quello dell’area PR.
Oggi mentre nell’area Lombarda i “costi di produzione” sono molto vicini alla remunerazione media del latte, nell’area del Parmigiano Reggiano i due valori hanno ricominciato a differenziarsi in modo significativo.
Anche nell’area PR però esiste una differenza molto significativa nei costi di produzione (DS= + o – 10,6) basti pensare che i valori minimi e massimi del costo di produzione sono rispettivamente 58,5 (azienda più efficiente) e 100,1 (azienda meno efficiente in perdita nonostante il mercato positivo).
Questa abissale differenza DEVE porci una domanda importante sul livello della gestione aziendale e sulla strada per poterla migliorare progressivamente.
Guardando i dati di chiusura di bilancio dell’area Parmigiano Reggiano in questi ultimi anni vediamo in sintesi il cambiamento della situazione nel grafico 1 che riassume la percentuale di aziende che hanno chiuso un bilancio con utile netto finale positivo rispetto a quelle con utile netto negativo.
Negli anni 2019-2020 l’andamento era sostanzialmente ottimo con meno del 10% di aziende in passivo. Questo dato, vista la fisiologica variabilità gestionale delle aziende era da considerare eccellente. A partire dal 2022, abbiamo avuto una flessione che nel 2023 sembra ridursi leggermente.
Nel 2024 i costi, soprattutto quelli alimentari, hanno avuto una flessione ed il latte ha ripreso a crescere con convinzione. Questo ci riporta ad un buon risultato complessivo destinato (previsione) a migliorare ulteriormente nei bilanci del 2025.

2026: IL CONTROLLO DI GESTIONE È LA RISPOSTA!
Dai bilanci preventivi del 2025 in gran parte si evince una situazione molto buona nell’area Parmigiano Reggiano.
È assolutamente necessario usare di questi periodi per analizzare a fondo la propria situazione, approfittandone per farla crescere. Prendere efficienza, migliorare il proprio modo di lavorare e di valutare le cose, è un guadagno che vale in qualsiasi scenario.
Permettetemi di ricordare ancora la famosa frase del mio esimio e stimatissimo collega Gary Sipiorsky (grande esperto economico gestionale USA del nostro settore) “SI COMMETTONO PIÙ ERRORI QUANDO IL PREZZO DEL LATTE È ALTO CHE QUANDO È BASSO.”
Guadagnare posizioni quando il mercato va bene è infatti un tentativo importante che appartiene a pochi.
Per farlo occorre “sottoporsi alla misurazione”, cioè, accettare di misurare in modo oggettivo quello che si fa ed i risultati che si ottengono.
Se lo scopo della vostra azienda è la redditività di medio lungo periodo che sola può permettere di realizzare la sostenibilità sociale e ambientale, il principale modo con cui misurarsi è il bilancio aziendale, lo strumento più correlato all’obbiettivo aziendale.
Iniziare questo percorso è entusiasmante e già diverse aziende hanno intrapreso questo cammino con risultati di rilievo. Da questo punto di vista il Progetto Allevamento Futuro è un’occasione, disponibile per tutti, per fare questo percorso di implementazione del controllo di gestione nella propria azienda e dare futuro adeguato ai propri progetti.
Nel corso del 2024 nell’area del Parmigiano Reggiano le aziende più redditizie sono riuscite a guadagnare fino a 3500 euro per vacca presente all’anno di utile netto finale.
Al contrario le aziende meno redditizie ne hanno persi 600.
È una forbice di circa 3000 euro per vacca all’anno, che si conferma ogni anno, che dipende soprattutto dal livello di gestione aziendale.
È necessario che le aziende sfruttino positivamente questo andamento positivo del mercato per migliorare e consolidare la propria situazione.
Per far questo occorre vera imprenditorialità.
Finisco con un’osservazione, difficile da fare ma che bisogna avere il coraggio di accogliere.
Dall’analisi dei dati pluriennali che ho sempre analizzato esce la conferma della frase di Sipiorsky che vi ho appena proposto.
C’è una correlazione negativa tra il prezzo del latte e il miglioramento gestionale, sociale e ambientale delle aziende. Cioè, è la crisi che generalmente permette di migliorare, perché “obbliga” a migliorare.
Da qui la famosa e bella frase di Einstein: “La crisi è una benedizione perché spinge al progresso, all’innovazione e alla crescita”.
Però, la domanda che mi sono sempre fatto è: “E’ possibile invertire questa correlazione?” Cioè, usare dei periodi di prezzo alto per migliorare e migliorarsi? Non dovere aspettare la crisi per crescere?
La mia convinta risposta è sempre stata: “Sì, è possibile!”
Molte aziende lo hanno fatto e sono certo che questo percorso è possibile per tutti!
Buon lavoro!
michele.campiotti@gmail.com

