Dopo averne descritto obiettivi e struttura, vediamo come GrassConnect lavorerà concretamente sul nostro territorio. Il progetto europeo, che vede tra i partner italiani l’Università degli Studi di Padova – Dipartimento DAFNAE – e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano Dop, ha tenuto dal 15 al 17 settembre a Clermont-Ferrand, in Francia, il proprio kick-off meeting.
La novità più interessante per la filiera del Parmigiano Reggiano riguarda l’organizzazione dei MAGHubs, i MultiActor Grassland Hubs attraverso i quali GrassConnect porterà parte delle proprie attività nei territori.
Dei 13 hub previsti in 11 Paesi, due saranno costituiti in Italia: uno nell’area produttiva del Parmigiano Reggiano Dop e uno in quella del Trentingrana Dop.
Il MAGHub dedicato al Parmigiano Reggiano consentirà quindi di sviluppare nel comprensorio una delle esperienze territoriali previste dal progetto. Secondo quanto indicato dall’Università di Padova, nei gruppi saranno coinvolti diversi portatori di interesse, tra cui allevatori, tecnici, rappresentanti del territorio e degli enti locali e caseifici.
GrassConnect utilizza infatti un approccio partecipativo, nel quale evidenze scientifiche e conoscenze maturate nei diversi territori dovranno contribuire allo sviluppo di soluzioni pratiche ed economicamente sostenibili. Il progetto riguarda i sistemi zootecnici basati sulle praterie, comprendendo sia prati falciati sia pascoli.
Il kick-off organizzato dall’INRAE ha permesso di iniziare a definire anche il funzionamento dei 13 MAGHubs. Durante la prima delle tre giornate sono stati presentati i diversi Work Packages del progetto e i relativi obiettivi; successivamente si è lavorato sui collegamenti tra gli enti coinvolti nella costituzione degli hub e sulla definizione dei programmi e degli obiettivi per il primo anno di attività.
La seconda giornata è stata dedicata alle strategie di comunicazione e disseminazione e alla formazione dei facilitatori dei MAGHubs. Il programma ha compreso anche due visite sul campo: all’azienda sperimentale INRAE di Laqueille, dove vengono condotte ricerche sui sistemi zootecnici prato-pascolivi, e a un’azienda da latte produttrice di Saint-Nectaire Dop. Nell’ultima giornata sono state analizzate le strategie gestionali da sviluppare nel corso dei cinque anni del progetto.
Il prossimo passaggio riguarda ora direttamente i territori. Nei prossimi mesi gli enti partecipanti dovranno procedere alla definizione e all’implementazione dei MAGHubs negli 11 Paesi interessati, coinvolgendo attraverso processi partecipativi gli attori individuati.
Per l’Italia questo significherà anche dare forma al gruppo di lavoro dell’area del Parmigiano Reggiano, affiancato dal secondo hub previsto per l’area del Trentingrana.

