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Selezione, tecnologia, gestione: il mix che porta lontano

Un bel mix di fattori fa dell’azienda Margherita di Pegognaga (Mantova) una realtà da cui trarre spunti in abbondanza. Perché se- lezione, volontà, tecnologia, protocolli di lavoro sono tutte cose interessanti prese singolarmente ma, come qui, quando diventano un tutt’uno, i risultati sono anche migliori. 

Lo sapete tutti come vanno queste cose: il cambio generazionale, quando i padri 

devono lasciare spazi e decisioni ai figli, non è mai una cosa facile. Tanto più se a essere coinvolti – come in tante stalle – sono vari padri e vari figli. Così che si crea un intreccio di relazioni tra padri e zii, fratelli e cugini, non sempre funzionante. E, quando le cose si complicano, non è rara la scelta della divisione. Una scelta che non di rado conduce a una maggiore debolezza strutturale delle due entità che derivano da quella originaria. 

Ebbene, questo può valere altrove, ma non negli Allevamenti Margherita di Pegognaga, nella bassa mantovana di osservanza Parmigiano Reggiano. Qui il cambio generazionale è avvenuto senza scosse, senza traumi e, anzi, 

è stato un passaggio che ha fatto crescere azienda e uomini coinvolti. Lo sottolinea Alessandro Gandolfi, uno dei quattro (gli altri sono Stefano, Gabriele e Alberto) tra fratelli e cugini che sono ora al timone dell’azienda, terza gene- razione dopo che il nonno Angelo e la nonna Margherita (ecco da dove proviene il nome degli allevamenti) diedero inizio all’avventura acquistando le prime vitelle negli anni ’30 del novecento. Da allora tante cose sono cambiate, ma non l’amore per quello che si fa e la voglia di farlo meglio, che sono passati tra le generazioni. La seconda generazione è quella dei fratelli Mario, Giacomo, Giovanni e Luigi, per arrivare alla terza, quella attualmente al timone. Una storia di generazioni, di fratelli, zii, figli, nipoti, che continuano e non si dividono, preservando la forza dell’azienda. Alessandro Gandolfi ricorda proprio il cambio generazionale come un momento importante di crescita dell’azienda: “C’è stata fiducia nei nostri confronti, vicinanza ma senza imposizioni, capacità di dare spazio e lasciare che costruissimo in autonomia. Erano anche tempi difficili, stretti dai problemi delle quote, e senza questo aiuto non so se ne saremmo usciti così bene”. E che i Gandolfi siano usciti bene da quegli anni e abbiano imboccato una strada di assoluto interesse lo dicono i numeri, lo dicono le strutture e lo dicono anche le mille idee pronte a essere applicate, in proprio o nell’ambito della cooperativa San Lorenzo, di cui l’azienda fa parte, con Alessandro Gandolfi presidente. La stalla dei Gandolfi è anche socia nella Latteria Gonfo, praticamente la realtà più grande che produce Parmigiano Reggiano nel mantovano, famosa per la qualità del formaggio prodotto.